di diego trevisan » mer lug 22, 2009 8:33 am
...bisogna uscire da questa situazione....più facile a dirsi che a farsi...ritorno a ribadire ciò che noto come predominante ed indotto ad arte,da chi allineato con i poteri che conosciamo riesce spesso nei propri intenti...oggi ci sarebbe bisogno di un'opposizione seria e costruttiva, niente di tutto ciò.a costoro il nostro bene e del paese non gl'importa...riescono sempre a far presa nella gente,con i gossip, il più delle volte scatenando guerre mediatiche, sulla caccia alle streghe,nulla, e ribadisco il nulla di importante, i problemi del paese e del mondo tutt'altra cosa...oggi prendo atto ulteriormente della pochezza dilagante, della scarsissima percezzione della gente,temo che nell'ultimo decennio troppi di noi si sono seduti sugli allori,abiamo perso la capacità del "fare", siamo diventati bravissimi a delegare....A volte mi sembra addirittura di volare con il pensiero così lontano che potrebbe essere sufficiente un ulteriore sforzo e voilà, doppio salto mortale… ma che mondo è questo? Un mondo popolato di una miriadi di robot piccoli e grandi, di varie forme, umanoidi, insettiformi ecc. che si agitano in casa, in fabbrica, in strada, negli ospedali…e che eseguono puntualmente e “intelligentemente” tutti i compiti ai quali sono preposti! Mi chiedo ancora con sgomento, ma che mondo è questo? Come ci siamo arrivati ? Semplice: ci siamo progressivamente allontanati dalla cultura del “fare” e quindi siamo stati costretti a delegare questo compito ai robot. Mi viene in mente l’Impero romano. Giunto al vertice della propria potenza conquistatrice cominciò a delegare alle popolazioni sottomesse alcune importanti attività del “fare”, per esempio il combattere, per dedicarsi sempre più smodatamente ai piaceri della vita.Molti storici condividono il concetto che la eccessiva delega del “fare” a terzi, in alcuni casi fino alla carica di Imperatore, sia stata una delle concause che nel tempo hanno contribuito alla caduta dell’Impero romano Dai romani ai cinesi: il mio volo è veloce. Pur comprendendo quanto possa essere impopolare avventurarsi su questo tema, voglio fare qualche considerazione, di carattere generale. Sono rimasto molto colpito dalla loro voglia, quasi una smania, di “fare”. I cinesi lavorano normalmente molte ore al giorno, fino a 16, con cura e dedizione. Una delle aspirazioni più sentite è la possibilità di mettersi in proprio e perlopiù lavorano sodo e fanno grandi sacrifici per raggiungere questo obiettivo.(il nostro nord\est era ed è così, ma nulla è mai stato fatto se non decantarlo nei momenti propizi, è stato ed è munto a dovere, ma sempre abbandonato a se stesso, alla capacità del singolo per quanto questa possa valere, null'altro, anzi abbiamo legiferato in senso contrario,pregiudicando sempre più la voglia del "fare",in funzione del tutto subito...)Credo che siamo troppo spesso superficiali quando parliamo di lavoro cinese in termini di “schiavitù”. Mi rendo conto che si tratti di discorsi delicati e complessi, ma non vorrei che passasse il concetto semplicistico che tutti i cinesi siano costretti a lavorare in modi che noi riteniamo perlomeno “non consoni”. Il loro modo di operare deve essere inquadrato correttamente nel contesto della loro cultura, delle loro abitudini, delle loro aspirazioni, del loro modo di essere...Lavorare così per loro è naturale. Quando siamo sgomenti perché ci accorgiamo che il distretto tessile di Prato è praticamente gestito dai cinesi, dimentichiamo troppo spesso che loro le attività se le sono comperate, perché noi le abbiamo vendute, abbandonate…Non venga mai il giorno che un popolo come il nostro ricco di "fantasia e creatività"abbandoni la cultura del “fare”. Sarebbe la disfatta.Temo però...che la frittata sia gia fatta e mangiata...a voi le conclusioni, una classe dirigente miope o adirittura cieca, anzichè pianificare...solo profitto...Molto spesso con investimenti scriteriati da scaricare ad arte su tutti noi, "mal comune mezzo gaudio"rubare risorse, fallimenti pilotati...da scaricare nel nostro debito.....e noi accecati da un falso e aleatorio benessere, insostenibile, inseguiamo i gossip del c...o....operazione compiuta...domani forse...azz..me la sentivo.........io...un po' demotivato..Diego..J.H.
mercoledì 29 dicembre 2010
..tanti specchi, uno dopo l' altro..solo riflessi..
di diego trevisan » mer giu 24, 2009 9:33 am
ho lasciato scorrere un po' di tempo,il tempo risponde sempre sia in un caso che nell'altro,se non c'è senzazzionalismo o gosip tutto si ferma, bravissmi come siamo a parlare di altri, a non esporci personalmente..la mia ricerca è fuori luogo, fuori dal tempo, io tendo ad esaltare morale e moralità.ma oggi, la tristezza prevale in me, non è un fastidio,la scarsa consapevolezza, l'incomprensione, l' irrilevanza, l' incapacità diffusa,questo m' infastidisce, tutti nel proprio piccolo mondo apparentemente inviolati e felici...spesso guardo ai miei figli, sembrano felici, ma forse non lo sono affatto, troppe cose gli mancano, troppe regole, tarpano le loro ali, vorrebbero volare,aprirsi alla vita, fare esperienza, ma in che modo, attorno solo paura,falsi concetti e preconcetti atti a falsare le loro giovani menti,sento spesso dire che i giovani d'oggi sono più svegli, più evoluti,più colti, rido, ma penso che così non sia, tutto uniformato,l' esasperazione dei media ad apparire, apparire e non essere...signori, ecco la crisi, la vera crisi stà in ciò che noi riusciamo a trasferire ai nostri figli,stiamo creando burattini senza anima, inconsapevoli di tutto, facili prede di mostri tentacolari.loro sono il nostro il loro futuro, cosa dovremo aspettarci, la scuola oggi inconcludente come la giustizia,trasmettiamo loro falsità e continiui dubbi, nel quale le giovani menti si dibattono senza riferimenti,combattono il nulla, cercano riscontri, nell'assoluto bisogno umano di rapportarsi in maniera tangibile,scindere bene da male, anche questo gli è impossibile, travisati dal nostro vivere, dalle nostre non risposte, poveri loro e ancor più poveri noi, oggi noi giudichiamo i nostri figli, giudichiamo cosa fanno o non fanno, critichiamo le loro gesta in gruppo, tanto sono i figli degli altri,non ci sono figli di altri, sono i nostri figli che giudichiamo, stiamo giudicando noi stessi senza esserne coscenti, l' oblio dell' intelletto, ecco la vera crisi.noi non la vediamo, tanto siamo presi dal denaro, vediamo l' economia fermarsi, i soldi scarseggiano,prendiamo atto della difficoltà del vivere quotidiano, ecco allora la nostra vera crisi, non siamo in grado di rispondere economicamente ai nostri figli,ma siamo sicuri che questo loro ci chiedano?ma fermiamoci, riflettiamo, l' economia , dopo l' umanità.mi fermo, o bisogno di riflettere, spero farete altrettanto,il riflettere, la vera essenza dell' uomo,oggi facciamo senza riflettere, ecco la vera crisi....in fede..diego..
ho lasciato scorrere un po' di tempo,il tempo risponde sempre sia in un caso che nell'altro,se non c'è senzazzionalismo o gosip tutto si ferma, bravissmi come siamo a parlare di altri, a non esporci personalmente..la mia ricerca è fuori luogo, fuori dal tempo, io tendo ad esaltare morale e moralità.ma oggi, la tristezza prevale in me, non è un fastidio,la scarsa consapevolezza, l'incomprensione, l' irrilevanza, l' incapacità diffusa,questo m' infastidisce, tutti nel proprio piccolo mondo apparentemente inviolati e felici...spesso guardo ai miei figli, sembrano felici, ma forse non lo sono affatto, troppe cose gli mancano, troppe regole, tarpano le loro ali, vorrebbero volare,aprirsi alla vita, fare esperienza, ma in che modo, attorno solo paura,falsi concetti e preconcetti atti a falsare le loro giovani menti,sento spesso dire che i giovani d'oggi sono più svegli, più evoluti,più colti, rido, ma penso che così non sia, tutto uniformato,l' esasperazione dei media ad apparire, apparire e non essere...signori, ecco la crisi, la vera crisi stà in ciò che noi riusciamo a trasferire ai nostri figli,stiamo creando burattini senza anima, inconsapevoli di tutto, facili prede di mostri tentacolari.loro sono il nostro il loro futuro, cosa dovremo aspettarci, la scuola oggi inconcludente come la giustizia,trasmettiamo loro falsità e continiui dubbi, nel quale le giovani menti si dibattono senza riferimenti,combattono il nulla, cercano riscontri, nell'assoluto bisogno umano di rapportarsi in maniera tangibile,scindere bene da male, anche questo gli è impossibile, travisati dal nostro vivere, dalle nostre non risposte, poveri loro e ancor più poveri noi, oggi noi giudichiamo i nostri figli, giudichiamo cosa fanno o non fanno, critichiamo le loro gesta in gruppo, tanto sono i figli degli altri,non ci sono figli di altri, sono i nostri figli che giudichiamo, stiamo giudicando noi stessi senza esserne coscenti, l' oblio dell' intelletto, ecco la vera crisi.noi non la vediamo, tanto siamo presi dal denaro, vediamo l' economia fermarsi, i soldi scarseggiano,prendiamo atto della difficoltà del vivere quotidiano, ecco allora la nostra vera crisi, non siamo in grado di rispondere economicamente ai nostri figli,ma siamo sicuri che questo loro ci chiedano?ma fermiamoci, riflettiamo, l' economia , dopo l' umanità.mi fermo, o bisogno di riflettere, spero farete altrettanto,il riflettere, la vera essenza dell' uomo,oggi facciamo senza riflettere, ecco la vera crisi....in fede..diego..
..ricordi continui a specchio di realtà presenti e sovrastanti..
di diego trevisan » dom giu 07, 2009 4:46 pm
...premessa,ogni riferimento a circostanze realmente accadute a persone ,è puramente casuale,ciò che scrivo è solo frutto della mia fantasia....allacciate le cinture e tenetevi forte...ricominciamo a viaggiare nel tempo.........era il 1999,potrei dire il secolo scorso,spostando così per chi mi legge la fase temporale in tempi più remoti,parliamo comunque di 10anni fa,tempi non sospetti,le torri gemelle erano ancora al loro posto,la parola crisi,erariferita alla solita politica credo dell'alternanza che come molti avranno capito, non significa cambiamento ma bensì alternanza,oggi io ,domani forse tu ma non per essere costruttivi ma per mantenerci i privilegi........................(se chiamata politica dell'altalena sarebbe stata più corretta;l'altalena, vista dal fianco ,nel suo andare rappresenta benissimo la nostra politica,destra sinistra,su e giù passando sempre per il centro,con varie rappresentanze più o meno a destra e sinistra:probabilmente tale appellativo sarebbe stato troppo banale...)...in tempi non certo così sospetti, sentivo puzza e ribadivo ai miei dipendenti e collaboratori :ho come l'impressione che faremo la fine dell'argentina remore delle pentole battute da tale popolo nella loro capitale,remore dei famosi e ormai prescritti bond argentini che molti ricorderanno anche perchè propinati dalle banche come ottimo investimento remunerativo ....io racconto e metto in risalto analogie di fatti....oggi c'è molta analogia di fatti supportata anche dalle circostanze sbaglio...guarda un po',oggi nel mercato italiano vengono riproposti dei bond per aiutare le piccole e medie imprese...sai che sforzo..(qui le ire di molti)..lo stato non tira fuori niente, garantisce gli interessi su pezzi di carta stampati in tipografia e che noi cittadini in pratica dovremmo comprare,quindi alla fine del giro siamo sempre noi a finanziare i presunti aiuti,e loro i nostri politici si prendono i plausi per l'ottimo operato...se non ricordo male...nel frattempo c'erano già stati i bond cirio e parmalat,anche questi con un esito molto gratificante per gli investitori ricordate...e pure questi proposti dalle banche che sono garanti nel vendere m...a ma si defilano nel controllare i bilanci aziendali,chiamasi ingegneria finanziaria preposta a fregare i risparmiatori che si ritrovano con un pugno di mosche in mano...analogia di fatti... se non ricordo male... nel frattempo, il nostro paese democratico e libero,liberamente imposto ci ha consentito di mettere mano all'ultima credo cosa tangibile che ci restava, il t f r trattamento fine rapporto,una valanga di soldi passata nelle mani di banche e assicurazioni che sono dei responsabili garanti a trasformare beni tangibili in m...a... non se ne sa più niente auguri...analogia di fatti...se non ricordo male nel frattempo se sgarravamo di un 0.1 0.2 0.3 0.4 del pil prodotto interno lordo venivamo richiamati dalla banca d'italia e come se non bastasse dalla banca centrale europea, ricordo ancora le tiratine d'orecchio dal mondo intero,il nostro presidente della repubblica democratica e libera quale siamo diceva...dobbiamo sputare lacrime e sangue, purtroppo il nostro debito pubblico è un fardello devastante,noi da bravi soldatini testa bassa e..sputavamo..oggi..se non ricordo male, i numeri propinati non sono proprio decimali ma bensì interi,oggi si parla di un 4.5 del pil...permettetemi di fare l'oracolo per l'ennesima volta dicendovi che per me l'ordine esatto sarà 8\10 e forse più del pil...oggi nella crisi ci sono soldi per tutti, va bene così fidiamoci....oggi se non ricordo male tutti i nostri sforzi sono stati vanificati in un battito di ciglia a new york,ma secondo alcuni non ci dobbiamo preoccupare, il nostro debito pubblico è schizzato al 120 e più %....ma lungi da noi preoccuparci, abbiamo validi manager, ci penseranno loro...abbiamo una stato che se fosse alla stregua di aziende serie sarebbe già fallito visto che il suo sostentamento è dato ancora una volta da noi che malgrado tutto dimostriamo ancora di crederci comprando bot e cct e bond vari che per quanto mi riguarda non so nemmeno se ci sarà copertura....vedi argentina....la mia vuole essere una provocazione maliziosa ma neanche troppo...continuazione di quel mio viaggio a ritroso titolato "la crisi parte da lontano...non è solo un fattore economico"..il prossimo viaggio sarà:"l'educazione persa....aggravante della crisi"saluto tutti buoni cattivi belli e brutti eee che la vita vi sorrida...calorosamente diego.
...premessa,ogni riferimento a circostanze realmente accadute a persone ,è puramente casuale,ciò che scrivo è solo frutto della mia fantasia....allacciate le cinture e tenetevi forte...ricominciamo a viaggiare nel tempo.........era il 1999,potrei dire il secolo scorso,spostando così per chi mi legge la fase temporale in tempi più remoti,parliamo comunque di 10anni fa,tempi non sospetti,le torri gemelle erano ancora al loro posto,la parola crisi,erariferita alla solita politica credo dell'alternanza che come molti avranno capito, non significa cambiamento ma bensì alternanza,oggi io ,domani forse tu ma non per essere costruttivi ma per mantenerci i privilegi........................(se chiamata politica dell'altalena sarebbe stata più corretta;l'altalena, vista dal fianco ,nel suo andare rappresenta benissimo la nostra politica,destra sinistra,su e giù passando sempre per il centro,con varie rappresentanze più o meno a destra e sinistra:probabilmente tale appellativo sarebbe stato troppo banale...)...in tempi non certo così sospetti, sentivo puzza e ribadivo ai miei dipendenti e collaboratori :ho come l'impressione che faremo la fine dell'argentina remore delle pentole battute da tale popolo nella loro capitale,remore dei famosi e ormai prescritti bond argentini che molti ricorderanno anche perchè propinati dalle banche come ottimo investimento remunerativo ....io racconto e metto in risalto analogie di fatti....oggi c'è molta analogia di fatti supportata anche dalle circostanze sbaglio...guarda un po',oggi nel mercato italiano vengono riproposti dei bond per aiutare le piccole e medie imprese...sai che sforzo..(qui le ire di molti)..lo stato non tira fuori niente, garantisce gli interessi su pezzi di carta stampati in tipografia e che noi cittadini in pratica dovremmo comprare,quindi alla fine del giro siamo sempre noi a finanziare i presunti aiuti,e loro i nostri politici si prendono i plausi per l'ottimo operato...se non ricordo male...nel frattempo c'erano già stati i bond cirio e parmalat,anche questi con un esito molto gratificante per gli investitori ricordate...e pure questi proposti dalle banche che sono garanti nel vendere m...a ma si defilano nel controllare i bilanci aziendali,chiamasi ingegneria finanziaria preposta a fregare i risparmiatori che si ritrovano con un pugno di mosche in mano...analogia di fatti... se non ricordo male... nel frattempo,
la crisi parte da lontano..non solo un fattore economico
di diego trevisan » ven mag 29, 2009 5:02 pm
Chi sono: mi chiamo Diego ho 50anni,felicemente sposato,padre di tre figli rispettivamente di 28\17\8anni,da 25anni sono imprenditore di me stesso nel settore metalmeccanico,vivo a Vicenza, ridente, ma neanche troppo cittadina del fu mitico nord\est. Ricordo con piacere il periodo in cui avevamo delegazioni di tutto il mondo che venivano a farci visita per capire come funzionava il nostro modello economico produttivo locomotiva trainante di questo nostro paese.Ricordo una mia frase ricorrente in quel magico periodo di così tanta fierezza,a dimostrazione di abbondante capacità e inventiva:"tu a Vicenza puoi chiedere qualsiasi cosa anche la più improbabile e sicuramente a breve l'avresti trovata e... se non ci fosse stata sicuramente troveresti qualcuno disposto a fartela"..Passammo da una civiltà rurale e contadina a uno dei poli tecnologici e produttivi più avanzati al mondo con micro attività quale la mia gestite in modo a dir poco caparbio,probabilmente il tutto era nel nostro DNA ma vi garantisco che il periodo avendolo vissuto in prima persona è stato a dir poco magico...anche se con il senno del poi qualche devastazione a livello territoriale per una cattiva gestione e ingordigia di alcuni oggi è sotto gli occhi di tutti...Oggi stiamo vivendo una crisi colossale che a memoria d'uomo nessuno ha mai visto e tantomeno vissuto,non ci si può nascondere dietro un dito e fare finta di niente,qualcosa di simile ci fu nel secolo scorso nel 1928 ma a confronto fu una passeggiata, il sistema era completamente diverso,l'assetto politico e geografico molto più frammentato ma il tutto scaturì nella seconda guerra mondiale, di cui un po tutti chi più chi meno sono a conoscienza...In quei tempi le masse erano masse.. oggi noi siamo chiamati cittadini termine che ritengo improprio e vessatorio per come viene usato dalla nostra classe dirigente sia essa di destra di centro che di sinistra;mi sento per così dire preso per i fondelli,io cittadino di cosa, di chì.Il nostro è,si dice un paese democratico e liberotemini che ritengo usati sempre in maniera impropria da persone che non conoscono l'etimologia delle parole che usano per manovrarci e farci pagare tutto e anche di più.Noi viviamo anzi crediamo di vivere in un paese libero...Ma libero di fare cosa!!? Oggi il tanto amato e decantato cittadino,si trova prevaricato da procedure modulistica e una miriade di enti preposti a complicargli la vita, ciò che ieri era facile oggi è a dir poco complicato...loro sono convinti di avere la panacea di risolverci i problemi ,avendo loro già risolto i propri vita natural durante,ci scaricano addosso una miriade di incombenze che non ci spetterebbero ma come dico io intanto mi fai scrivere abusando del mio tempo e se sbaglio sei pronto ad ammendarmi...oggi abbiamo i semafori intelligenti ma l'umanità probabilmente stupida,abbiamo il terrorismo stradale, abbiamo le patenti a punti,i vigili forsennati nella ricerca delle risorse per i comuni,i politici che ci raccontano un sacco di balle,le nostre case sono piene di superfluo in favore di un'economia delle multi nazionali, aiutiamo la fiat e alitalia,dobbiamo preservare i posti di lavoro, ma come dico io:io tu noi possiamo costruire la cosa più utile e bella del mondo,la mettiamo in bella vista in tutte le vetrine,tutti sono d'accordo nelle sue caratteristiche,è la più bella e utile del mondo ma purtroppo il cittadino, il popolo non ha più il danaro per accuistarla,...ecco il fallimento del sistema...dobbiamo prendere atto che anche la nostra decantata fantasia imprendtoriale che ci permetteva grandissime performance è ormai ridotta a lumicino,i nostri sani principi,il buon senso comune,il libero arbitrio, la stretta di mano,il guardarci negli occhi,oggi non esistono più,uccisi da una serie di regole e leggi che in teoria avrebbero dovuto regolare il quieto vivere ma che paradossalmente ci stanno sempre più preciudicando la vita...loro hanno il bisogno di controllare tutto.Ora vi faccio una serie di semplici domande che dovrebbero farvi meditare a che punto siamo arrivati:chiedetevi, oggi in una fase di macroscopica crisi mondiale cosa possiamo fare senza estrarre il portafoglio? Pensateci 1minuto,1ora,1giorno,immancabilmente arriverete ad un'unica conclusione..NIENTE..Possiamo tornare indietro,che non significa regedire?NO! Chiedetevi...posso tenere le galline?NO!..Posso tenere il maiale?NO!..Posso andare a funghi aradici a bruscandoli?NO!..Posso raccogliere dei sassi sul greto di un fiume?NO!..I nostri figli possono fare l'esperienza della vita?NO!..E potrei continuare all'infinito ma per tutto sicuramente ci vuole un permesso... Ricordate RE MIDA;egli morì di fame bensì carico d'oro,fece la scelta sbagliata,tutto ciò che toccava si tramutava in oro,bene effimero ma che purtroppo non poteva sfamarlo...I nostri governanti tramutano tutto in ammende e permessi , senza considerare che i loro decantati e amati cittadini sono comunque persone e in quanto tali hanno esigenze primarie quali respirare,mangiare,bere,scaricare...RICORDO...gli anni 60\70\80 del secolo scorso in cui esistevano principi comuni in cui credere e portare avanti esisteva la coesione sociale esistevano contrapposizioni reali,si contestava,dovevamo rincorrere l'utopia occidentale della libertà, oggi inconsapevolmente l'abbiamo superata senza nemmeno assaporarla,viviamo nella falsa chimera di essere liberi,ma così poi non è,oggi tutto ha un prezzo.Mi fermo un'attimo...ma questa classe politica che oggi ci sovrasta ha rinnegato se stessa gli anni di cui sopra erano propri i loro,erano loro i leader di tali movimenti..non so non capisco...divento improvvisamente tristeal pensiero di ciò che trasferiamo e lasceremo ai nostri figli alle prossime generazioni;oggi vivo nella speranza che tale processo sia reversibile voglio ancora contare nell'uomo,nella donna, nella nostra capacità di rimetterci in gioco e creare un mondo più a misura dell'umanità...per oggi mi fermo...ho ancora molto...siamo all'inizio di un viaggio che se seguierete vi stupirà, ma non per gli effetti speciali ma bensì perchè parla di noi e del nostro vissuto, ciò che ho scoperto in conseguenza di questa crisi e che mi stà in parte gratificando è il fatto di avere più tempo per guardarmi indietro e rivedere ciò che mi aspetta più avanti...auguri vivissimi a tutti buoni cattivi belli e brutti.alla prossima puntata....
Chi sono: mi chiamo Diego ho 50anni,felicemente sposato,padre di tre figli rispettivamente di 28\17\8anni,da 25anni sono imprenditore di me stesso nel settore metalmeccanico,vivo a Vicenza, ridente, ma neanche troppo cittadina del fu mitico nord\est. Ricordo con piacere il periodo in cui avevamo delegazioni di tutto il mondo che venivano a farci visita per capire come funzionava il nostro modello economico produttivo locomotiva trainante di questo nostro paese.Ricordo una mia frase ricorrente in quel magico periodo di così tanta fierezza,a dimostrazione di abbondante capacità e inventiva:"tu a Vicenza puoi chiedere qualsiasi cosa anche la più improbabile e sicuramente a breve l'avresti trovata e... se non ci fosse stata sicuramente troveresti qualcuno disposto a fartela"..Passammo da una civiltà rurale e contadina a uno dei poli tecnologici e produttivi più avanzati al mondo con micro attività quale la mia gestite in modo a dir poco caparbio,probabilmente il tutto era nel nostro DNA ma vi garantisco che il periodo avendolo vissuto in prima persona è stato a dir poco magico...anche se con il senno del poi qualche devastazione a livello territoriale per una cattiva gestione e ingordigia di alcuni oggi è sotto gli occhi di tutti...Oggi stiamo vivendo una crisi colossale che a memoria d'uomo nessuno ha mai visto e tantomeno vissuto,non ci si può nascondere dietro un dito e fare finta di niente,qualcosa di simile ci fu nel secolo scorso nel 1928 ma a confronto fu una passeggiata, il sistema era completamente diverso,l'assetto politico e geografico molto più frammentato ma il tutto scaturì nella seconda guerra mondiale, di cui un po tutti chi più chi meno sono a conoscienza...In quei tempi le masse erano masse.. oggi noi siamo chiamati cittadini termine che ritengo improprio e vessatorio per come viene usato dalla nostra classe dirigente sia essa di destra di centro che di sinistra;mi sento per così dire preso per i fondelli,io cittadino di cosa, di chì.Il nostro è,si dice un paese democratico e liberotemini che ritengo usati sempre in maniera impropria da persone che non conoscono l'etimologia delle parole che usano per manovrarci e farci pagare tutto e anche di più.Noi viviamo anzi crediamo di vivere in un paese libero...Ma libero di fare cosa!!? Oggi il tanto amato e decantato cittadino,si trova prevaricato da procedure modulistica e una miriade di enti preposti a complicargli la vita, ciò che ieri era facile oggi è a dir poco complicato...loro sono convinti di avere la panacea di risolverci i problemi ,avendo loro già risolto i propri vita natural durante,ci scaricano addosso una miriade di incombenze che non ci spetterebbero ma come dico io intanto mi fai scrivere abusando del mio tempo e se sbaglio sei pronto ad ammendarmi...oggi abbiamo i semafori intelligenti ma l'umanità probabilmente stupida,abbiamo il terrorismo stradale, abbiamo le patenti a punti,i vigili forsennati nella ricerca delle risorse per i comuni,i politici che ci raccontano un sacco di balle,le nostre case sono piene di superfluo in favore di un'economia delle multi nazionali, aiutiamo la fiat e alitalia,dobbiamo preservare i posti di lavoro, ma come dico io:io tu noi possiamo costruire la cosa più utile e bella del mondo,la mettiamo in bella vista in tutte le vetrine,tutti sono d'accordo nelle sue caratteristiche,è la più bella e utile del mondo ma purtroppo il cittadino, il popolo non ha più il danaro per accuistarla,...ecco il fallimento del sistema...dobbiamo prendere atto che anche la nostra decantata fantasia imprendtoriale che ci permetteva grandissime performance è ormai ridotta a lumicino,i nostri sani principi,il buon senso comune,il libero arbitrio, la stretta di mano,il guardarci negli occhi,oggi non esistono più,uccisi da una serie di regole e leggi che in teoria avrebbero dovuto regolare il quieto vivere ma che paradossalmente ci stanno sempre più preciudicando la vita...loro hanno il bisogno di controllare tutto.Ora vi faccio una serie di semplici domande che dovrebbero farvi meditare a che punto siamo arrivati:chiedetevi, oggi in una fase di macroscopica crisi mondiale cosa possiamo fare senza estrarre il portafoglio? Pensateci 1minuto,1ora,1giorno,immancabilmente arriverete ad un'unica conclusione..NIENTE..Possiamo tornare indietro,che non significa regedire?NO! Chiedetevi...posso tenere le galline?NO!..Posso tenere il maiale?NO!..Posso andare a funghi aradici a bruscandoli?NO!..Posso raccogliere dei sassi sul greto di un fiume?NO!..I nostri figli possono fare l'esperienza della vita?NO!..E potrei continuare all'infinito ma per tutto sicuramente ci vuole un permesso... Ricordate RE MIDA;egli morì di fame bensì carico d'oro,fece la scelta sbagliata,tutto ciò che toccava si tramutava in oro,bene effimero ma che purtroppo non poteva sfamarlo...I nostri governanti tramutano tutto in ammende e permessi , senza considerare che i loro decantati e amati cittadini sono comunque persone e in quanto tali hanno esigenze primarie quali respirare,mangiare,bere,scaricare...RICORDO...gli anni 60\70\80 del secolo scorso in cui esistevano principi comuni in cui credere e portare avanti esisteva la coesione sociale esistevano contrapposizioni reali,si contestava,dovevamo rincorrere l'utopia occidentale della libertà, oggi inconsapevolmente l'abbiamo superata senza nemmeno assaporarla,viviamo nella falsa chimera di essere liberi,ma così poi non è,oggi tutto ha un prezzo.Mi fermo un'attimo...ma questa classe politica che oggi ci sovrasta ha rinnegato se stessa gli anni di cui sopra erano propri i loro,erano loro i leader di tali movimenti..non so non capisco...divento improvvisamente tristeal pensiero di ciò che trasferiamo e lasceremo ai nostri figli alle prossime generazioni;oggi vivo nella speranza che tale processo sia reversibile voglio ancora contare nell'uomo,nella donna, nella nostra capacità di rimetterci in gioco e creare un mondo più a misura dell'umanità...per oggi mi fermo...ho ancora molto...siamo all'inizio di un viaggio che se seguierete vi stupirà, ma non per gli effetti speciali ma bensì perchè parla di noi e del nostro vissuto, ciò che ho scoperto in conseguenza di questa crisi e che mi stà in parte gratificando è il fatto di avere più tempo per guardarmi indietro e rivedere ciò che mi aspetta più avanti...auguri vivissimi a tutti buoni cattivi belli e brutti.alla prossima puntata....
martedì 3 marzo 2009
Disgregazione sociale crisi economica
Sono qui a scrivere di getto questa mia per manifestare il malessere di un periodo assai preoccupante e lungo del quale non riesco a vedere la fine.
Breve premessa per spiegare chi sono e da dove vengo: sono un' artigiano veneto,quindi del mitico nordest ora in fase di declino.Da 25 anni mi occupo di meccanica fine con investimenti sufficientemente cospiqui per essere sempre all' avanguardia e competitivo in un mercato che nel corso di questi ultimi anni ha dato non poche preoccupazioni sia a livello economico che sociale.
La crisi economica che ci viene scaricata addosso parte da ben più lontano di quanto si vuol fare credere, a mio parere si è inciso molto nel sociale creando molteplici utopie istituzionali forvianti al buon senso e al libero arbitrio, da qui la disgregazione sociale che ora provo a spiegare.
Buon senso,libero arbitrio,oggi a mio parere,non esistono più. Esisteva la stretta di mano,esisteva la parola data,esisteva la propria faccia da salvagurdare,esisteva la persona in quanto tale, esisteva una coscienza collettiva, esistevano valori e principi con il quale confrontarsi, oggi tutto questo e molto altro sono ridotti al lumicino. L' occidente oggi si interroga, soffre di cecità non vede ciò che ha creato andando a legiferare nel personale, nei valori che erano il collante sociale,
la presunzione di certi nostri a trovare rimedio a tutto ci ha portato ci porta e ci porterà all' icapacita di percepire il passato il presente e il futuro, non siamo più persone ma numeri da ammendare per rintulzare casse di uno stato sempre più avido e assente, incapace di dare risposte ma bravissimo a complicarci la vita proponendoci volta per volta la panacea dei nostri problemi.....e intanto mi fai scrivere moduli sempre più asdrusi...e se sbaglio a formulare è pronto
a multarmi.
Ora un piccolo esempio, qual'è la cosa più difficile oggi e che vedremo nel nostro prossimo futuro?
ebbene si faceva parte di quei valori menzionati sopra e che possono essere definiti con un' unica
parola educazione. La cosa più difficile oggi stà nell' educare i nostri figli , trasmettere loro sani principi e valori oggi inesistenti. Siamo nell' epoca in cui conta l' apparire e non l' essere, nell' epoca di tutto e il contrario di tutto , non si capisce più cio che è giusto da cio che è sbagliato, la distorsione dei termini stessi ci crea un certo disagio, per concludere sapendo di avere detto non molto vi esorto a non mordere la carta....il sapore è più dentro.
Distinti saluti e auguri vivissimi . Trevisan Diego
Breve premessa per spiegare chi sono e da dove vengo: sono un' artigiano veneto,quindi del mitico nordest ora in fase di declino.Da 25 anni mi occupo di meccanica fine con investimenti sufficientemente cospiqui per essere sempre all' avanguardia e competitivo in un mercato che nel corso di questi ultimi anni ha dato non poche preoccupazioni sia a livello economico che sociale.
La crisi economica che ci viene scaricata addosso parte da ben più lontano di quanto si vuol fare credere, a mio parere si è inciso molto nel sociale creando molteplici utopie istituzionali forvianti al buon senso e al libero arbitrio, da qui la disgregazione sociale che ora provo a spiegare.
Buon senso,libero arbitrio,oggi a mio parere,non esistono più. Esisteva la stretta di mano,esisteva la parola data,esisteva la propria faccia da salvagurdare,esisteva la persona in quanto tale, esisteva una coscienza collettiva, esistevano valori e principi con il quale confrontarsi, oggi tutto questo e molto altro sono ridotti al lumicino. L' occidente oggi si interroga, soffre di cecità non vede ciò che ha creato andando a legiferare nel personale, nei valori che erano il collante sociale,
la presunzione di certi nostri a trovare rimedio a tutto ci ha portato ci porta e ci porterà all' icapacita di percepire il passato il presente e il futuro, non siamo più persone ma numeri da ammendare per rintulzare casse di uno stato sempre più avido e assente, incapace di dare risposte ma bravissimo a complicarci la vita proponendoci volta per volta la panacea dei nostri problemi.....e intanto mi fai scrivere moduli sempre più asdrusi...e se sbaglio a formulare è pronto
a multarmi.
Ora un piccolo esempio, qual'è la cosa più difficile oggi e che vedremo nel nostro prossimo futuro?
ebbene si faceva parte di quei valori menzionati sopra e che possono essere definiti con un' unica
parola educazione. La cosa più difficile oggi stà nell' educare i nostri figli , trasmettere loro sani principi e valori oggi inesistenti. Siamo nell' epoca in cui conta l' apparire e non l' essere, nell' epoca di tutto e il contrario di tutto , non si capisce più cio che è giusto da cio che è sbagliato, la distorsione dei termini stessi ci crea un certo disagio, per concludere sapendo di avere detto non molto vi esorto a non mordere la carta....il sapore è più dentro.
Distinti saluti e auguri vivissimi . Trevisan Diego
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